giovedì 19 novembre 2009

Zanzibar..mimi nacupenda ueue..



.. passano le ore e finalmente i piedi toccano terra di nuovo..una nuova terra..l'aria sembra subito diversa, frizzante di tanti odori differenti - alcuni riconoscibili, altri no - colma di colori netti, di chiaccherio continuo, di caos e al tempo stesso di una tranquillità particolare.. sconosciuta.. quasi , anzi dopo averla vissuta tolgo il quasi, magica...







... è la terra delle spezie, degli stregoni, della popolazione Masai..
... è la terra del sorriso, dei canti e dei balli popolari che sono tradizioni di un passato che sembra non finire mai..









... il mare sembra dipinto con i migliori colori pastello che un grande pittore possa trovare: un secondo prima è la calma piatta, con le sue sfumature che vanno dal verde acqua al blu più intenso, passando da un celeste leggero..e d'improvviso il cielo comincia a piangere senza tregua
L'aria illude di rinfrescare chi attende la fine di quel favoloso pianto della natura, ma stop..ecco la quiete dopo la tempesta..il paradiso terrestre..alle spalle la foresta, le piantagioni di spezie e frutta infangate a dovere..e il silenzio di un'isola a sè, che vive la sua vita senza
disturbare nessuno



... libero sfogo a ogni tipo di arte, di colore, di suoni, di ospitalità, di fantasia, di musica, di incontri, di follie al chiarore della notte lunare: la festa della Luna...
Tutto si blocca, ecco il raduno, ecco la superstizione e la tradizione che si mescolano tra autoctoni e immigrati, tra festaioli turisti e credenti isolani..tra culture diverse, tra sorrisi e balli fino al mattino..
Così diversi ma al tempo stesso così vicini...

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